Appunti sulle micocenosi delle aree forestali della Provincia di Trapani
Bosco di Scorace (territorio del Comune di Buseto Palizzolo)Ancora una volta, mi permetto di fornire un contributo per la conoscenza della micoflora albergante nell’estremo lembo occidentale della Sicilia e, più precisamente, in uno degli ambienti forestali più interessanti della provincia di Trapani: il Bosco di Scorace, sito nel territorio comunale di Buseto Palizzolo
Nel trapanese, Scorace è sicuramente il comparto boschivo che più ho indagato sotto il profilo micologico e, forse in virtù del fatto che dispone di una notevole biodiversità, riserva in questo senso, delle gradite sorprese ad ogni Autunno.
Occasione di questo scritto, è un taxon fungino di notevole bellezza: Russula subazurea Bon, nella Sistematica proposta da Sarnari la specie è inquadrata nel Sottogenere Incrustatula, Sezione Lilaceinae, Sottosezione Lilaceinae.
Riguardo l’aspetto squisitamente ecologico, la specie è unita ai sistemi forestali del piano mediterraneo, intrinseca a biotopi dagli insiemi fitocenotici formati da componente legnosa a foglia persistente, con corteggio alto e basso-arbustivo costituito da sclerofille sempreverdi, ad attecchimento preferenziale su suoli a matrice siliceo-sabbiosa, quindi con pH tendenzialmente acido.
Più in generale, essa “ha un’areale di sviluppo primario circum mediterraneo e probabilmente nord africano (sugherete del Marocco) e uno secondario, verosimilmente più frammentario, corrispondente alle coste atlantiche francesi” (citazione da M. Sarnari Monografia illustrata del genere Russula in Europa, tomo 2°)[/sizeA Scorace compone piccole colonie in punti ben localizzati, sia al disotto della copertura arborea espressa daQuercus suber, che in spazi dove la presenza della sughera appare diradata e frammista a Pinus halepensis, con intercalazioni non invasive di Arbutus unedo (corbezzolo),Erica arborea (scoparia), Daphne gnidium (gnidio) e Cistus salvifolius (cisto femmina), inoltre, la si può rintracciare anche fra gli arbusti di cistaie, formate sempre da Cistus salvifolius, miste a quercia da sughero.
Dal punto di vista fenologico, Russula subazurea, almeno nel complesso biocenotico considerato, pare esprimere regolarmente le proprie strutture riproduttive a partire dalla seconda decade di Novembre, fino a Dicembre inoltrato, gradendo periodi abbondantemente piovosi con temperatura diurna mediamente attorno ai 18-20° C.
Il che unito al dato ecologico, ne denota attitudini sicuramente termofile.
Sotto il profilo morfo-cromatico, Russula subazurea, esprime basidiomi di taglia piuttosto ridotta, gracili. Nel contesto silvano del quale ho fatto cenno, dal novero delle raccolte effettuate sul posto, gli sporofori differenziati da questa specie hanno la cuticola pileica, che dispone di un’intera coloritura viola-bluastra satura solo nei giovani basidiomi.
Poi durante il loro sviluppo, questa subisce una certa trascolorazione lungo tutto l’orlo del cappello, resa evidente da un’alone sbiadito, rimanendo infine della cromia originaria (anche se più slavata), solo la porzione discale.
Nelle molte raccolte effettuate a Scorace, il gambo ad esclusione della sua parte sommitale, appare lavato di lilla o rosa lilla, ma talvolta questo dato identificativo risulta essere assolutamente assente.
Il rilevamento dei caratteri organolettici, fa registrare, nei confronti di Russula subazurea, un odore nullo o appena percettibile ed un sapore decisamente dolce, anche prolungando oltre il minuto la masticazione del reperto assaggiato.
Russula subazurea, sul campo, è specie riconoscibile senza grandi problemi: l’habitat peculiare, le dimensioni ed il peso specifico assai ridotti, la cuticola pileica dalla superficie vellutata e pruinosa dai toni viola-bluastri o blu cerulei, l’imenoforo ed il gambo bianchi, sebbene quest’ultimo di norma sfumato di lilla, i parametri organolettici che configurano, come già detto, per questo taxon odore nullo e sapore dolce, ed infine la sporata bianca, ne denotano così bene i tratti da lasciare, a proposito di una sua corretta individuazione, pochi dubbi (in seguito, vedremo comunque quali siano le specie eventualmente somiglianti e come separarle da quella in argomento, dopo un’attenta osservazione).
In Russula subazurea il chimismo appare poco significativo, con reazione debole al guaiaco e banale con Solfato ferroso (rosa pallido).
Il quadro microscopico è saliente quanto quello morfo-cromatico, con frazione epicuticolare a peli sottili, rialzati, misti a ife primordiali plurisettate, numerosissime, dallo spessore esiguo, densamente incrostate da granulosità stabili al test di acidoresistenza con HCl, nettamente colorate di rosso alla Fucsina basica e spore con ornamentazioni positive al Melzer, costituite da verruche spesso riunite in creste, che si diramano a formare uno pseudoreticolo talora generante qualche maglia, chiusa da sottili connessivi di collegamento.
Eventuali errori di identificazione, possono derivare dallo scambio con sosia apparenti di Russula subazurea, peraltro frequentanti habitat simili, quali:
a) Russula cistoadelpha Moser & Trimbach, ancorchè legata esclusiavamente ai cisti, sebbene abbia una cuticola di colore viola, questa è vischiosa-brillante e non vellutata-pruinosa, poi esprime odore fruttato seppur debole e sapore acre, mai dolce, dopo prolungata masticazione, inoltre possiede sporata ocra chiaro (verso III a-b del codice Romagnesi) e quindi di certo con toni lontani dal bianco.
b) Russula zvarae Velenovsky var. pusilla Sarnari di habitat sovrapponibile alla nostra specie (la si trova molto spesso come commensale della specie in esame nelle stesse cenosi), ancorchè ne ricalcalchi dimensioni e forme, con cuticola vellutata-pruinosa, odore nullo, sapore dolce, e sia anch’essa munita di sporata bianca (anche in questo caso siamo in presenza di una Incrustatula-Lilaceinae), tuttavia manifesta tinte completamente diverse con copertura pileica di colore rosa, senza accenni, neppure minimi, a pigmentazioni viola o cerulee.
Infine, per completezza citiamo in questa sede anche Russula lilacea Quel. assai simile al taxon in oggetto (anche in questo caso siamo di fronte ad una Incrustatula-Lilaceinae), ricalcandone perfino il set pigmentario, tuttavia completamente assente nell’orizzonte mediterraneo, con predilezione per i carpineti, o più raramente legata ai faggi, a noccioli e tigli, oppure raramente associata ai castagneti e ai querceti decidui, financo ospite di coniferete in prossimità di betulle (habitat citati da Sarnari). Inoltre R. lilacea, manifesta un quadro sporale (assai diverso dalla specie in esame), il quale si distingue al microscopio per l’ornamentazione costituita da spinule o echinule isolate senza accenno alcuno di connessioni o creste.
Russula Subazurea, è specie commestibile, ma di scarsissimo valore.
Testo e foto di Nino Mannina
Gruppo Micologico Tonino Pocorobba